Tutto intorno si aprono a perdita d'occhio vigneti, oliveti e splendidi boschi
di lecci dove cresce tutt'oggi l'Erica Scoparia, l'arbusto usato per fabbricare
le scope, alla quale si deve l'origine del nome del luogo.
Il Borgo si pregia anche di un tipico giardino di origine settecentesca, il Roccolo,
ornato da querce nane secolari e da piante rare, altro esempio di quell’armonia
perfetta tra uomo e ambiente tipica del paesaggio toscano.
Il Roccolo risale al diciassettesimo secolo ed è nato come voliera a cielo aperto
per l’addestramento dei falchi, utilizzati per la caccia. All’epoca la caccia
con i rapaci era considerata una nobile arte affondando le sue radici nel medioevo
quando un imperatore dell’importanza di Federico II di Svevia aveva scritto il
“De arte venandi cum avibus”.