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Vi presentiamo il nostro blog Roccolo, benvenuti!

Vogliamo inaugurare questo spazio dando la parola a chi ha reso tutto questo possibile, a Elisabetta Gnudi e Alessandra Angelini, proprietarie di Borgo Scopeto Relais, per dare inizio a questa serie di racconti. Ci parleranno di cosa le ha fatte innamorare di Borgo Scopeto, della storia, delle esperienze e qualche aneddoto divertente.
Buona lettura!

Cosa vi ha fatto innamorare della Toscana e di questo territorio in particolare, tanto da volerne fare la vostra casa?
E.G. La toscana rappresentava il concetto di campagna e questo è quello che mi ha fatto innamorare. Io sono cresciuta a Roma, la campagna esiste anche nel Lazio e la mia famiglia aveva le campagne fuori Bologna, ma non mi soddisfaceva. In Emilia si fanno pesche e pere, nel Lazio si fanno le fragole e le verdure, a me divertiva fare il vino, proprio perché studiando e informandomi sulle attività che si potevano fare in campagna, il vino era quella più poteva dare soddisfazioni e quindi la mia scelta è cascata su quello. Poi la mia famiglia originaria di Bologna e della Romagna, siamo cresciuti a Roma, e la Toscana cascava proprio a metà strada, quindi è stato un bel compromesso. Bello in tutti i sensi, perché poi i paesaggi toscani sono quelli che non per niente sono quelli di Leonardo, di Raffaello, quindi sicuramente hanno quel qualcosa in più che non hanno le altre campagne.

A.A. Io mi ci sono ritrovata in Toscana, però è anche vero che ho girato tanto il mondo, sono cresciuta a Roma, ho vissuto anche all’estero, in campagna negli stati Uniti, e la campagna italiana è un’altra cosa. D’ altronde la cercano da tutto il mondo, non a caso le colline del Chianti Classico sono uniche, quindi ci ritroviamo in una location unica, con un panorama che non trovi da nessuna altra parte al mondo e quindi devo dire che sono caduta bene. Non me la sono scelta, me la sono ritrovata, ma ci sono tornata volentieri.

Qual è stata la prima impressione quando avete visto Borgo Scopeto la prima volta? Che emozioni avete provato?
E.G. La prima volta che abbiamo visto Borgo Scopeto eravamo insieme. Be’ Borgo Scopeto è stato un colpo di fulmine. In realtà io ero in trattativa con un’altra realtà che era comunque molto bella, a Castellina in Chianti, che è un comune che mi piaceva molto. Però Borgo Scopeto trovo che sia un po’ unico, e lo è sotto tanti aspetti. Uno, la posizione, secondo il paesaggio che è elegantissimo, è uno dei paesaggi più eleganti che puoi vedere in Toscana, perché è proprio l’interessenza del Chianti; boschi, colline, vigne, ulivi, i colori verdi cupi e verdi più chiari dei prati e delle foglie… insomma l’interessenza della campagna toscana e Borgo Scopeto rappresentava proprio un sogno da poter realizzare. Poi è molto bello perché è pieno di storia, non è il banale casale come se ne trovano molti altri in giro. In questo posto è passata tantissima storia, tantissime vicende. Ed è stato divertente vedere questo posto perché al contrario di ville o di castelli che erano di proprietà di persone magari meno ricche, e di famiglie nella storia meno ricche, che sono rimaste congelate nel momento storico in cui erano state fatte, o a pochi anni dopo, in Borgo Scopeto vedi un’evoluzione che dal 1000 arriva fino ai giorni nostri con tanti passaggi nella storia. Perché i proprietari di Borgo Scopeto sono sempre state persone molto ricche, e anche in passato come oggi piaceva far vedere chi aveva la possibilità e i soldi, faceva piacere far vedere che aveva la casa più moderna e più interessante…e quindi in Borgo Scopeto ci sono tutti questi passaggi: la torre del Mille che ha alcune cose rimaste integre, come le prigioni, la canitoia, poi gran parte della torre è ancora abbastanza integra, però poi ci sono anche elementi come il balconcino della nostra executive suite (la 115, quella di Letters to Julliet) che sono stati fatti nel Novecento, che non c’entrava niente con tutta la struttura di Borgo Scopeto, però fa parte della sua storia, è una cosa di cento anni fa, e quindi abbiamo deciso di lasciarlo, poi è bellino, guarda su Siena, ma sicuramente non faceva parte del nucleo principale di Borgo Scopeto. Poi c’è il Marzocco, siamo alla fine del 1500 quando arriva Firenze che conquista Siena, e Borgo Scopeto è stata una grande vittoria per Firenze perché era l’avamposto proprio tra Firenze e Siena dove si segnalava ai senesi se arrivava qualcuno da nord. E quindi è proprio un posto che ti prende e ti affascina. È un posto dove è rimasta integra la villa dove ci abitava la famiglia, c’è ancora il matroneo nella chiesetta dove assisteva alla messa la famiglia nobile proprietaria di Borgo Scopeto, e sotto invece la chiesetta dove andavano tutti i dipendenti dell’azienda agricola. Quindi ci sono delle cose che erano fascinosissime e rimaste integre proprio. E quindi è stato proprio amore a prima vista. Ho mollato tutte le altre trattative che avevo qui e là per la Toscana e ci siamo concentrati proprio su questa, tanto che il giorno che chiusi l’accordo con lo svizzero che è stato proprio l’ultimo proprietario di Borgo Scopeto venne Alessandra che era piccolina con me e fu impressionante; chiudemmo l’accordo con una stretta di mano e mi diede quasi le chiavi di tutto. Quindi è stata proprio una storia bella con Borgo Scopeto e la ricordo sempre con molto piacere.

A.A. Io avevo 11 anni però mi ricordo che appena arrivati già dal viale di cipressi, che non è il classico viale di cipressi che se ne trovano tanti adesso qui in Toscana, e questo viale di cipressi qui non a caso viene fotografato e ricercato anche dalle riviste di botanica perché è probabilmente uno dei più antichi rimasto intatto che ci sono in Toscana. I cipressi che ci sono qui nel viale sono maestosi, cono cipressi secolari veri con centinaia di anni di storia e si vede dalla loro altezza, dalla loro grandezza, da veramente la loro maestà. E quindi già dall’ingresso uno si rende conto di essere in un posto davvero speciale. Finito il viale di cipressi arrivammo nel giardino principale che all’epoca era regnato da un’enorme magnolia, che purtroppo poi un fulmine ce l’ha seccata, ma era una magnolia alta più di 30 metri, era incredibile, quindi anche quello aveva quel “non-so-che” di speciale. Ti giravi e avevi la Torre del Mangia e la torre del Duomo proprio sparati davanti, e non molti posti qui intorno hanno una vista come si ha da Borgo Scopeto. E poi entrammo dentro la struttura principale e anche se aveva 10 anni di abbandono si vedeva che aveva avuto tanta storia e aveva ancora tanto da raccontare e nonostante venimmo investiti sulle scale da un’enorme orda di pipistrelli dalla torre, che non aveva più il tetto all’epoca, non ci spaventò. E poi abbiamo ancora una cisterna che abbiamo ritrovato intatta. Quindi non c’è solo storia vera e pura, ma c’è anche storia dell’architettura. Ha passato varie fasi di architettura, varie fasi di costruzione, vari edifici, che sono tutti di anni diversi, e quindi non trovi mai un posto uguale all’altro, ed è proprio speciale. Di posti incredibili in Italia ce ne sono tanti, però questo è speciale davvero.

Cosa ha ispirato la ristrutturazione del Borgo? Era già chiara l’immagine di quello che avreste voluto, o è stata un’ispirazione graduale?
E.G. Ho sempre cercato di rimanere in una gamma di colori che sapevo di amare moltissimo, dal beige all’azzurro, l’azzurro c’è in tutte le sue declinazioni, c’è anche un pochino di verde e per dare un po’ di colore c’è un po’ di arancio, ma il resto non c’è non ci sono molti colori. Perché il beige e il grigio regnano sovrani dappertutto. Chi mi ha affiancato all’epoca è stato un bravissimo architetto che si chiama Umberto Sifola e che ci ha dato davvero una grossa mano per dare carattere e impronta a questo posto. Il quale poveretto aveva le ali sempre tappate da me, perché lui si sarebbe buttato di più sul colore, o con un pochino più di fantasia. Invece poverino c’ero dietro io che dicevo “no, questo non mi piace…no qui, no là” e quindi in qualche modo questo albergo però è venuto fuori e sicuramente questo architetto ci ha dato una grossa mano. Poi avevamo messo ai lavori forzati mio figlio, che all’epoca si cimentava come fotografo ed era giovanissimo, aveva poco più di 20 anni. Tutte le stampe e le foto in questo albergo sono sue, che non solo le ha realizzate, ma se le è stampate una ad una e devo dire che ha fatto un ottimo lavoro. E quindi ha dato una grossa mano perché io non volevo metter quadri o cose fasulle o queste stampe che sono in serie e in ogni stanza c’è la stessa cosa. Quindi dalla hall alle camere le foto che vedete sono tutte sue, anche quelle con tutte le fasi della ristrutturazione. Anche alle nostre cantine ci sono tutte le foto fatte da lui.

A.A. Io ero presente agli incontri-scontri della mamma con l’architetto e devo dire sembrava una sitcom. Se avessimo registrato tutte le fasi di ristrutturazione sarebbe uscita una delle serie tv più divertenti di tutta la storia. Perché l’architetto è un personaggio davvero incredibile, è simpaticissimo, oltre che ad essere è molto bravo, una persona di veramente di gusto, ha saputo far rivivere il Borgo sapendo reinterpretare l’eleganza del tempo pur mantenendola anche in chiave contemporanea. Però sì, raggiunsero un compromesso, su un’unica stanza, dove gli fu concesso di dare più sfogo a colori più estrosi, ed è la nostra 109, un’executive suite, dove ha potuto sfoggiare l’arancione in tutto il suo splendore. Però per tutto il resto era una battaglia costante, però alla fine è stato un bel compromesso.

Ci sono moltissime esperienze di lusso da provare a Borgo Scopeto, ma forse quella che le racchiude un po’ tutte ed esprime al meglio il legame con il territorio è la Borgo Scopeto Experience. Ce ne volete parlare?
E.G. A questa esperienza ci ha lavorato tanto Alessandra, quindi non voglio prenderne il merito, preferisco che risponda solo lei, è una sua creatura, quindi lascio la parola a lei.

A.A. Sappiamo che qui ovunque uno si gira ha possibilità di vivere tante esperienze diverse. La fortuna di Borgo Scopeto è che è un mondo a sé stante abbiamo ricreato quello che poteva essere anche un borgo medievale che viveva sulle proprie capacità. Quindi negli anni abbiamo fatto lo sforzo di fare il nostro olio di oliva, abbiamo i nostri uliveti, i nostri vigneti, il nostro vino, ora anche il nostro orto e il nostro miele…insomma ci sono tante cose autoprodotte da noi che valeva la pena far vivere. Siamo partiti da quello che è l’emblema e quello che sappiamo fare meglio che è il vino e quindi volevamo che gli ospiti arrivassero qui e potessero tornare indietro con un pezzo di Borgo che fosse legato al vino. Da lì è venuta l’idea di fare queste bottiglie in serie limitatissima con l’etichetta speciale nata dalla collaborazione con un artista toscano, perché per noi era importantissimo che anche l’artista dovesse rappresentare il luogo e dovesse capire e condividere con noi la nostra idea e che trovassimo un’espressione che potesse andare sulle nostre bottiglie che piacesse a tutti quanti. Lo abbiamo individuato in Maurizio Baccili, ed è nata questa collaborazione. Lui ci ha creato questo quadro bellissimo che rappresenta Borgo Scopeto e quella che è la sua essenza nel colore blu e il rosso del vino, quindi il vino che si va immergere in queste spirali e vortici che danno sfogo a tanta energia. Questo quadro è stato ritagliato in un numero limitato di pezzi che sono andati a creare queste etichette. Quindi l’ospite può tornare a casa con queste etichette che si possono staccare e diventare un quadro, così si porta dietro un pezzo di Borgo Scopeto. Però certo non si vive l’esperienza senza venire qui, provare una cena gourmet con tutti i prodotti locali, perché noi abbiamo la fortuna di vivere in una delle regioni che ci regala anche dal punto di vista gastronomico delle grandissime eccellenze, quindi siamo fortunati a poter sfruttare questo. All’interno del Borgo c’è anche un Centro Benessere, dove essendo produttori di vino e avendo a disposizione le vinacce, abbiamo creato un percorso che è un trattamento specifico, Il Bagno di Bacco, che viene fatto con le vinacce, una sorta di vinoterapia per il corpo. Poi ovviamente ci sono tutti i servizi offerti da Borgo Scopeto; siamo nel Chianti Classico, siamo sulla via Eroica, le strade bianche più famose del mondo, quindi c’è la possibilità di prendere le bici e farsi un giro su queste strade meravigliose. Però poi è anche bello tornare a casa con un ricordo di questa esperienza e quindi la Borgo Scopeto Experience nasce con questo scopo.

Il vostro abbinamento preferito con la cucina del ristorante “La Tinaia”?
E.G. Secondo me uno dei piatti nostri fortissimi sono sicuramente i pici di Pietro che si abbinano perfettamente con qualsiasi Chianti Classico delle nostre cantine ovviamente, fino ad arrivare fino al massimo dell’espressione del Chianti Classico che facciamo qui che è la Gran Selezione, che è un Chianti Classico 100% Sangiovese che alcuni giornalisti mi hanno definito come molto “brunelleggiante”, perché è molto elegante e ricco di corpo, di potenza e di tannini e acidità tipica del Chianti Classico, però di un’eleganza straordinaria. Poi la tagliata che Pietro fa veramente molto bene, servita con il sale grosso e le salse, ci abbinerei i nostri Brunello di Montalcino, mentre le tartare sia di carne che di pesce il nostro bianco che produciamo a Montalcino, Le Grance, che è un vino particolarmente ricco e importante che sa accompagnare questi piatti molto bene.

A.A. Io se dovessi scegliere un vino che si sposa bene un po’ con tutti o quasi i nostri piatti è il Borgonero, che è il nostro Supertuscan che produciamo nelle nostre cantine di Borgo Scopeto, altrimenti Le Grance, che un vino unico che si abbina molto bene alle tartare che qui sono molto particolari. E poi siamo nel Chianti Classico, quindi non può mancare e lo abbinerei anche alla faraona che anche se molto delicate ce lo metterei, perché è un altro piatto molto forte di qui.

Quale visione avete del futuro dell’hotel? La sostenibilità ha un ruolo molto importante nella direzione che sta prendendo Borgo Scopeto, come l’orto, le api…
E.G. Il mio sogno è quello di portare Borgo Scopeto a 5 stelle, e vedere questo posto valorizzato per quello che dovrebbe essere. L’altra cosa che vorrei vedere fatta e che lascerò nelle mani di Alessandra, che è ingegnere, alla quale lascerò carta bianca, sono queste casette nel verde, rispettose di tutte le regole green più all’avanguardia, con impatto zero. Perché fra tutto il verde e gli alberi che abbiamo qui, poter fare delle casette autosufficienti dal punto di vista energetico è un sogno. 15 suite nel giardino super ecologiche. Avendo io due figli e quattro nipoti sicuramente vorrei lasciare un pezzettino di mondo un po’ “perfetto”, come vorremmo che fosse tutta l’Italia e tutto il mondo, per i miei figli e i miei nipoti. Io lo vedo così il futuro. Poi sta a Alessandra realizzarlo, visto che ha le competenze e le conoscenze per poterlo fare.

A.A. Parte tutto con mio fratello, che è Ingegnere ambientale, quindi ha studiato questo. Io sono Ingegnere aerospaziale, che è un’altra cosa, ma lui è stato il primissimo a battersi per poter sviluppare energia rinnovabile. Noi a Borgo Scopeto siamo stati tra i primi nel Chianti Classico ad avere pannelli fotovoltaici, pannelli solari termici, sempre dopo molte battaglie, perché sembra semplice ma non è così qui in Italia riuscire a fare queste cose. Stiamo proseguendo su questa strada perché per noi è come se fosse una missione di vita. Ci siamo concentrati all’inizio sulle cose basilari; siamo stati i primi ad avere i depuratori di acqua biologici. Quindi l’acqua che noi reimmettiamo nell’ambiente è assolutamente pulita, sia che esca dalle nostre cantine, sia che esca dal Relais. Questa per noi è una cosa fondamentale, sono proprio le basi da cui partire. Abbiamo un riscaldamento e di raffreddamento di ultima generazione qui a Borgo, in modo che non vengano sprecate né energia, né emissioni di gas. È tutto un sistema che abbiamo rinnovato lo scorso anno, quindi fatto proprio con le ultimissime caratteristiche ambientali. Abbiamo appena ottenuto la certificazione ISO 14001 che dimostra il fatto che siamo rispettosi dell’ambiente e stiamo introducendo sempre più pratiche per rendere questo albergo sempre più a impatto zero. Anzi, probabilmente già lo siamo, perché abbiamo più di 300 ettari di bosco a nostro supporto, quindi se facessimo un controllo probabilmente produrremmo più ossigeno di quanto CO2 riemettiamo nell’ambiente. Abbiamo messo le api, abbiamo fatto il nostro orto, proprio per avere il controllo dei prodotti che diamo ai nostri ospiti e siamo sicuri dell’origine dei nostri prodotti. Proprio oggi il nostro chef ha fatto un sugo all’aglione e ha detto “Mai come oggi è venuto così buono” proprio perché abbiamo usato i nostri pomodori dell’orto. Abbiamo poi la linea cosmetica che viene realizzate con i nostri prodotti, con gli ulivi, con l’uva, il cipresso e il rosmarino che abbiamo, che però verrà implementata di lavanda e di elicriso che abbiamo piantato nell’ultimo anno, i quali producono degli oli essenziali di assoluto prestigio. Abbiamo volutamente mettere lavanda ed elicriso perché a dispetto di quello che si possa pensare, l’elicriso è autoctono toscano e tutti i borghi medievali dell’epoca avevano piantagioni di lavanda. Quindi cerchiamo di riportare in patria quel che era nostro già dall’inizio. Poi abbiamo ripiantato un frutteto cercando le cultivar medievali, che erano proprio autoctone di qui, come ad esempio Meli Sangiovanni e Pere Cosce di Monaca che erano già presenti in queste zone. Ovviamente abbiamo il nostro olio di oliva DOP, con il nostro mosto d’uva facciamo realizzare da una acetaia di Modena il nostro aceto balsamico, invecchiato 8 anni. E poi ci sono chiaramente i nostri vini. Quindi in futuro vediamo un mondo sempre più Borgo Scopeto, nel senso che deve essere tutto proprio un’esperienza unica, totale e globale che un’ospite fa venendo qui da noi.

C’è un angolo del Borgo che preferite rispetto agli altri, avete un luogo del cuore?
E.G. Sicuramente la terrazza che vede Siena, questa terrazza naturale, che non è stata rimaneggiata da noi per niente, perché l’abbiamo lasciata così com’era, dove si può vedere anche il tramonto dietro il viale di cipressi. Per me questo è il posto del cuore. Soprattutto quando c’è il glicine fiorito è proprio un pugno nello stomaco, meraviglioso, un panorama speciale.

A.A. Io ne ho due. All’interno è lo scorcio all’ingresso della torre dove noi abbiamo la sala del bar e lì si vede la colonna che regge la torre e c’è proprio una vista sul divano rosso, che è proprio speciale, ti fa capire in che luogo unico si stia.
Invece all’esterno adesso che abbiamo messo l’orto, l’elicriso e la lavanda, la camminata verso il Roccolo e il Roccolo stesso. Perché di Roccolo ce ne sono pochissimi rimasti, perché sono molto difficili da mantenere. Sono costituiti da queste Querce e Lecci nani che sono veramente degli alberi incredibili e speciali.

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